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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

Gli “Haters”, letteralmente gli “odiatori”, coloro che fanno dell’odio l’usuale modalita’ per comunicare distruggendo…

Gli odiatori:  i moderni allergici alla felicita’.

Il termine “haters”, seppur gia’ noto se correlato ad un certo tipo di rappresentante della musica rap,  si sviluppa ed  estende con il diffondersi di una specifica, sempre piu’ diffusa, tipologia di “utente social”,  il critico diffamante-colui che fa del “pubblico disprezzo”, alternato e contornato da sottile ironia degradante, la normale modalità per “innalzarsi” , abbassando gli altri conosciuti e/o sconosciuti.

Cosa disprezza un “odiatore”? Tutto: un’idea, una persona, un evento, un’occasione speciale, perché gli haters sono sempre refrattari alla felicita’. Assumono un’aria di “distaccata narcisistica superiorita’” verso tutto cio’ che alla maggioranza delle persone porta gioia, sottolineandone la valenza superficiale riflessa anche verso chi decide di goderne.

GLI HATERS “ETICI”:

Tutto e’ volutamente percepito e raccontato come “inutile”…

Natale? Festa inutile e commerciale!… San Valentino? Festa commerciale ed ipocrita!…Carnevale? Le maschere ci sono già tutto i giorni…  I compleanni? Un modo per darsi importanza pubblicamente…

 

Gli HATERS “ LAMENTOSI”:

Ricercano la realta’ opposta,  negandola non appena si presenta e ricercandone nuovamente il contrario…

In inverno c’e’ troppo freddo…ma quando arriva il caldo? In estate troppo caldo…ma quando arriva il freddo!  Stanco di non lavorare, ora sto lavorando troppo!  Finalmente ho una casa…pero’ era meglio stare dai genitori…

 

Gli  HATERS  “ PREDICATORI DISPREZZANTI” :

Esprimere opinioni su fatti sociali o idee su tematiche specifiche e’ solo una seconda finalità per questa tipologia di haters molto piu’ preoccupati, in realta’, di poter “colpire” il/gli interlocutori del dibattito facendoli risultare “stupidi” ed inferiori rispetto a se stessi. Adottano a sproposito l’atteggiamento di “umili critici” per meglio modulare una prepotenza verbale crescente con il fine proiettivo di far apparire l’altro aggressivo a salvaguardia del proprio “super protetto” e “superfragile” io.

 

Gli HATERS “ SUBLIMINALI”:

Li troviamo tutti i giorni sul social maggiormente in voga oggi, Facebook, sono gli haters vigliacchi, quelli che utilizzano il mezzo pubblico per “colpire non colpendo”, facendo arrivare messaggi mirati ad un utente specifico avvelendosi del “ragionevole dubbio” indotto nell’altro circa la destinazione del post, pronti a difendersi tramite svalorizzazioni mirate passivamente aggressive: “ non mi riferivo a te! Hai le manie di persecuzione!”.

 

Il potere degli haters aumenta in base al numero di “like” ricevuti, solitamente tanti, il gruppo attratto dalla provocazione del ribelle considerato affascinante in pubblico ma non molto in privato.

La popolarità induce nell’hater aumento dell’odio che ha dentro, vedendolo approvato , contribuendo ad alimentare un io molto fragile che solo tramite la mortificazione riuscita dell’altro puo’ momentaneamente venire appagato.

Con gli haters non c’e possibilità di dialogo equilibrato fondato sullo scambio reciproco di opinioni costruttive , nonostante il dibattito sia dall’odiatore fortemente ricercato, verra’ impostato in modo tale da risultare sempre il vincitore finale, attraverso un sottile gioco di alternanze verbali “ricerca di confronto e demolizione dello stesso” , eliminando gli “avversari” fingendo di non eliminarli.

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