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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

Il “Disturbo Post Traumatico da Stress” ( PTSD ): cosa può accadere “dopo” una situazione di emergenza e come affrontarlo

Non tutti a seguito di un evento traumatico di entità molto significativa subìto in prima persona od in cui è rimasto coinvolto un caro ( es catastrofe naturale, emergenza sanitaria di massa, violenza fisica o sessuale , un incidente stradale, aggressioni  ) sviluppano questo tipo di patologia…dipende dalla capacità elaborativa ed interpretativa dell’evento, da proprie capacità cognitive rivalutanti nella ricerca evolutiva di un senso, dalla rivisitazione emotivo-psicologica, dal supporto relazionale ricevuto da riferimenti sicuri , credenze personali….

Alcune figure professionali si ritengono , ad oggi , maggiormente predisposte al PTSD coloro che, per ruolo , più facilmente si trovano coinvolti ad affrontare il rischio , militari, vigili del fuoco , personale sanitario .

Se è vero che l’esperienza aiuta , non tutti riescono in un lasso di tempo consono ad andare oltre il potenziale shock iniziale.

Quali sono i criteri , secondo il DSM -5 ( Manuale diagnostico dei disturbi mentali ) secondo cui si può diagnosticare un Disturbo Post traumatico da Stress ?

Se la sofferenza emotiva perdura per più di un mese dopo l’esposizione al trauma  invadendo la vita lavorativa, relazionale , privata possiamo avvicinarci all’idea di PTSD

In particolare , per fare una diagnosi, vanno valutati i seguenti criteri :

  • Esposizione all’evento traumatico ( implica minaccia di morte possibile, violenza sessuale, aggressione….)  A) l’esposizione può avvenire direttamente – è il soggetto stesso ad essere coinvolto – B) può capitare di assistere all’evento traumatico subìto da altri anche sconosciuti
  1. C) può lacerare emotivamente essendo capitato ad una persona intima – pensiamo ai bambini che perdono i genitori … In queste situazioni il criterio dell’ imprevedibilità , implicante un “non tempo di preparazione” , oltre alla crudeltà della violenza si pongono come elementi significativi dell’esposizione all’evento D) esposizione personale a dettagli traumatici  inerenti l’evento
  • Sintomatologia di Risperimentazione

Il tramautizzato si trova a rivivere ripetutamente l’accaduto secondo tre tipiche modalità angoscianti

Il flashback reiterato della scena ( sperimentando in maniera psico-somatica con la stessa intensità il momento traumatico) , gli incubi su persone, luoghi e momenti legati al trauma, la trasformazione di particolari ricordati in trigger, ovvero flashback improvvisi non scatenati da elementi associativi.

  • Sintomatologia di Evitamento esterno ed interno

Può predisporre situazioni di gravità crescente a livello psicologico e sociale . Il paziente in tal caso potrebbe cominciare ad evitare qualsiasi forma di socialità per prevenire nuove esposizioni a rischio trauma ( non esce più di casa, non fa la spesa ,evita parenti ed amici …) fino al graduale isolamento.

La fuga dalla realtà può pericolosamente riguardare anche il mondo interiore, ricorrendo ad esempio all’assunzione di sostanze stupefacenti od altre tipologie di dipendenze per sfuggire al pensiero elaborativo doloroso . È frequente anche l’insorgenza di amnesie post trauma, difensivamente associate al bisogno di fuga troppo dolorosa dalla realtà minacciante

  • Sintomatologia di Iperattivazione

È normale come, in uno stato di pericolo, il nostro livello di allerta si attivi , potendo affrontare l’evento . Naturalmente si dovrebbe poi tornare ad uno stato di distensione , in realtà non possibile in chi presenta una diagnosi PTSD: il paziente resta costantemente ipervigile, “in allerta”, suscettibile, irascibile, in stato di continuo nervoso sviluppando disturbi del sonno significativi

  • Negatività dei pensieri cristallizzati tra il “prima” ed il “dopo” evento

In tal caso  l’individuo fa molta fatica ad immaginare  possibilità di fidarsi ancora del futuro, del sociale , proponendo una personalità improntata alla negatività costante .  Non riesce a vivere la propria vita secondo un continuum evolutivo ma dividendola in due parti “prima” e “dopo” l’evento, dissociando se stesso  e l’ambiente  in modalità netta. Comprendiamo come sia necessario lavorare sulla “ricomposizione” della vita dell’individuo traumatizzato aiutandolo a superare una scissione temporale della propria vita che porterebbe ad un disconoscimento di se stesso

Possiamo impostare una diagnosi di PTSD quando i sintomi sono persistenti per più di un mese , portano a sentita sofferenza , interferiscono con la vita sociale e ppersonale. Gli stessi sintomi non decono  essere attribuibili ad effetti di sostanze stupefacenti od altre condizioni , es di tipo medico, per poter essere associati ad un’insorgenza indotta da PTSD.

 

Quale trattamento possibile?

Il trattamento di un soggetto in situazione PTDS  dovrà impostarsi su una terapia incentrata sulla rivisitazione cognitivo -comportamentale dell’evento stressante  , volta alla presa di coscienza dell’evento, all’elaborazione guidata dei vissuti emotivi ed una conseguente reimpostazione cognitiva dell’evento.

È anche consigliato un approccio secondo la linea guida dell’ EMDR ( Eye Movement Desensitization and Reprocessing ) che , pare , porti a risultati soddisfacenti.

Anche per i disturbi post traumatici da stress si ripropongono quanto mai idonei approcci terapeutici basati sul rilassamento psico-muscolare  (anche considerati come  integrazione possibile ad un percorso psicoterapeutico ) come la Mindfulness per la riduzione dello stress ( Mindfulness – Based Stress Reduction) anche per bambini – in forma e tecnica diversificata – una pratica meditativa basata sul “qui ed ora” come momento storico ideale per affrontare e/o superare il trauma passato.

Anche lo yoga finalizzato al superamento dello stress – sappiamo esistere moltissimi filoni di questa disciplina ognuno indirizzato a finalità specifiche – accompagna il paziente ad ottimi risultati se praticato con costanza e coerenza .

Incidenza sociale

Non esistono dati certi su chi sia “maggiormente colpito” , nonostante incidenza maggiore pare riscontrarsi nelle donne secondo svariati studi , non però confermati . È possibile anche insorgenza nei  bambini . È invece riscontrata casistica significativa di PTSD in adulti che, nell’infanzia , hanno subìto già forme di trauma importante non elaborato , venendo a ricrearsi sotto forma associativa il ricordo passato dell’evento potenziato da quello recente

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