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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

Il Dramma della “non sepoltura” dei deceduti per Coronavirus

Una reinterpretazione dell’ “elaborazione del lutto” nei parenti delle vittime , la drammatica costrizione  alla rinuncia dei SIMBOLI della “pietas compassionevole” verso il defunto.

Siamo soliti noi psicoterapeuti seguire una prassi di accompagnamento all’elaborazione del lutto del paziente per un caro deceduto prassi che , se sicuramente prevede “la parola”  come prima forma ed inizio di elaborazione ( il racconto dei ricordi vissuti in vita  con chi ci ha lasciati , la descrizione della personalità e gli insegnamenti ricevuti….), completa il percorso verso una possibile rinascita del parente in lutto la certezza di aver potuto mettere in atto , tramite comportamenti di vicinanza emotiva e pratica al malato , quella che potremmo chiamare la “pietas” – ovvero la “compassione” , intesa proprio come “patire insieme a te”, indirizzata verso il parente in fin di vita ma, anche , verso tutti gli altri componenti della famiglia stretti attorno ad un caldo abbraccio emotivo e concreto come forma di auto-aiuto solidale .

È importante per tutti noi poter inviare alla nostra coscienza un messaggio di “assunta responsabilità” verso chi ci sta lasciando , sapere di essere stati vicino al nostro caro, anche e soprattutto con gesti concreti , permettendogli l’ultimo periodo di vita come “affettivamente colmo di attenzioni” pratiche, soddisfacendo i suoi desideri ma, anche , facendo sentire la nostra vicinanza fisica fino all’ultimo momento .

Perché abbiamo bisogno di questo ?

Sia per amore dell’altro   che per amore di noi stessi: abbiamo bisogno di “sentirci a posto” anche con la nostra coscienza potendo dire “ho fatto di tutto per renderti la fine dei tuoi giorni come la migliore possibile”, ci “responsabilizziamo”  verso il caro morente , a volte abbiamo bisogno di sentirci “assolti” tramite atti pratici volti a “rimediare” ,almeno alla fine, quanto non pensiamo di aver fatto abbastanza verso l’altro in vita, a volte semplicemente siamo “grati” per tutto ciò che di bello il nostro caro ha compiuto verso noi e gli altri , volendolo “omaggiare” della nostra presenza massiccia  tenendogli la mano fino alla fine, altre volte ancora sentiamo forte il bisogno empatico di garantirci come presenza emotiva per l’altro . È utile e serve alla nostra mente, al nostro cuore , alla nostra anima , poter stare vicino ad un morente, ci fa sentire “a posto” verso l’altro e verso noi stessi.

La nostra interiorità si poggia e plasma attraverso Simboli che unificano gli appartenenti alla società, i cittadini,  facendoli sentire uniti e vicini nell’interpretazione di un evento come, ad esempio, il lutto, i simboli servono a “compattare le emozioni tramite la condivisione di pratiche accettate e condivise volte ad alleviare il dolore proprio grazie alla partecipazione sostenuta , un insieme di singole emotività unificate in una grande emozione di massa ridimensionante in maniera catartica il dolore”….

Quali sono i Simboli legati al lutto ?

Certamente  cambiano da Paese a Paese ,  in Italia il funerale   che vede la partecipazione di amici e parenti in un un grande abbraccio solidale verso il dolore dei prossimi al defunto ma anche omaggio ricercato verso lo stesso, rappresenta un potente simbolo di saluto e passaggio strutturato dal confine della vita terrena ad una altrove, pone un “ordine” che riporta alla realtà da cui il parente vorrebbe emotivamente fuggire, predisponendo la fase del lutto . Per questo divengono importanti anche le sottofasi legate al funerale, la scelta dell’abito per il defunto, la corona dei fiori , la scelta della bara , dove e come seppellirlo .

La mente dei cari parenti ha bisogno di simboli di ordine ed organizzazione di fronte al disordine emotivo e cognitivo : dire addio con tutti i crismi al nostro amato caro, è fondamentale per sopravvivere al dolore .

Come può fare il parente di una persona morente per Coronavirus ( quindi portata in isolamento ed impossibilitata per prassi a qualsiasi contatto  con i cari, costretta a morire da sola) ad accettare questa realta’ e vivere in maniera sana il proprio lutto ?

Ci spiegano i medici dei morti per Coronavirus che ai parenti, possibili contagiati dallo stesso defunto e quindi spesso in quarantena, non è possibile partecipare all’ultimo saluto. Assistono alla funzione da casa, senza mai più vedere il proprio caro, nemmeno per il trasferimento al cimitero che sovente avviene senza loro od, al massimo , con due parenti al massimo tenuti a distanza. Spesso assistono alle esequie tramite video whatsapp e foto inviati dalle autorità che si devono fare bastare ,  così  sarà il momento della benedizione e della cremazione , “a distanza”…. Il peggio sarà però anche quello di sapere che al proprio caro non sarà concesso il simbolo del “vestito più bello” che possedeva , rassicurante come gesto d’amore per il parente , ma un rapido avvolgimento della salma in una barriera igienizzante chiusa in una bara zincata , nemmeno la scelta della bara.

Tutto molto a distanza , nessuna mano da tenere, nessun saluto da fare , il dolore immenso di un parente che immagina il suo caro morire in assenza degli affetti di una vita, spesso lucido e consapevole di ciò che sta per succedergli.

 

COME ELABORARE QUESTO GRANDE DOLORE  SE SEI UN PARENTE DI UN CARO MORTO IN ISOLAMENTO A CAUSA DEL  CORONAVIRUS?

  • Il tuo caro NON è morto da solo, stai tranquillo, le infermiere , i medici sono dolcissimi e preparati, erano lì con lui/lei , stanne pur certo , fidati quando ti dicono che c’erano e che era sereno , è così
  • Non tutto dipende da noi , non sentirti in colpa se non sei potuto essere presente negli ultimi momenti, è stato informato delle circostanze da medici ed infermieri, sa perfettamente che non potevi in alcun modo essere lì
  • Ricordati che noi siamo prevalentemente “anima” , non corpo, l’anima possiede il grande potere magico di fare arrivare i nostri pensieri più profondi all’altro, indipendentemente dalla distanza , tutto ciò che hai pensato , tutto l’amore che hai provato , è arrivato al tuo caro, l’ha sentito come se fossi stato proprio lì con lui /lei
  • Il tuo caro amato ora sta bene, si è liberato di questo virus, oggi la sua anima vola leggera e starà per sempre insieme a te, con il tempo ti darai pace, non avere fretta, abbi pazienza
  • Ridimensiona il valore dei simboli , sono archetipi sociali , servono al gruppo collettivo per trovare un accordo di significato , ma ciò che conta davvero è la sintonia d’anima , niente altro . Un funerale pieno di gente , la scelta di una corona di fiori , i canti in Chiesa non servono ad un defunto , soltanto ai parenti , datti pace , davvero ne ha potuto fare a meno
  • Vivi tutte le emozioni che stai provando , è normale sentire Rabbia, senso di ingiustizia, ribellione, tristezza…. non trattenerle : piangi, arrabbiati…. vivi ogni emozione per evitare somatizzazioni successive
  • Quando te la sentirai parla il più possibile con i tuoi riferimenti, un amico speciale, i tuoi parenti che lo conoscevano, non avere paura di piangere o ripetere sempre le stesse cose, è normale e giusto che tu faccia così .
  • Mangia , sforzati , se non hai voglia di cucinare fai in modo che qualcun altro lo faccia per te, riposati,  non prendere MAI farmaci senza che un medico te li prescriva , chiedi aiuto se ti serve

Datti tempo per ripristinare la tua vita quotidiana , trova almeno un complice per aiutarti a farlo

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