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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

Il lavoro in modalità “Smart working”: vantaggi, rischi psicologici e come fronteggiarli

Aziende da piccole a grandi , fino a multinazionali, si sono trovate in questo periodo di emergenza sanitaria  a dover confinare molti dei propri dipendenti in situazioni di “smart working” o “lavoro agile” – inteso come modalità di svolgimento del proprio lavoro secondo un accordo tra parti che preveda il raggiungimento degli obiettivi aziendali da remoto , tramite l’utilizzo di strumenti tecnologici reinterpretando vincoli d’orario ed ambientali di esecuzione della mansione.

Sebbene esistano numerosi vantaggi in questa nuova ,ma in realtà “non nuova” modalità di lavoro, come il poter integrare vita lavorativa e privata ( non facile comunque in termini organizzativi per famiglie numerose e/o chiassose in cui rivedere confini di movimento da una stanza all’altra è obbligo – inducente notevole stress laddove presenzino minorenni e/o adolescenti ),  piacevole ottimizzazione dei tempi ( non servendo più sprecarne a causa di spostamento per lavoro ), possibilita’di svolgere più facilmente  tutte quelle attività spesso oggetto di rinuncia proprio per mancanza di tempo ( es fitness , dedicarsi alla cucina, poter leggere libri in arretrato ,  recuperare amicizie più velocemente …)

Eppure vengono riscontrati , di pari passo, notevoli svantaggi rilevati nella sfera psicologica del lavoratore in situazione di smart working.

Perché perfino chi era già abituato a lavorare in situazione di smart working presenta , a volte, difficoltà a proseguire oggi allo stesso modo?  Sembra strano ma è così per molti…. Perché altri ancora per la prima volta lavoratori “da remoto” , presentano disagio psico-organico?

  • È diverso trovarsi già abituati in passato ad una situazione di smart workingconcordato” piuttosto che “imposto” per contingenze immediate : l’imposizione che annulla il tempo di ponderazione di un evento si rivela spesso fortemente stressante in particolare per alcune tipologie di personalità: le personalità controllanti,  gli ansiosi , fino a patologie direttamente correlate all’angoscia verso i confini fisici, sicuramente presentano maggiore insofferenza verso la ristrettezza ambientale lavorativa seppur , pensandoci bene, diviene anche la più grande occasione di crescita terapeutica verso il superamento di sé tramite , se necessitasse, mediazione di un aiuto esperto
  • L’assenza del tempo di preparazione crea, inoltre , grande differenza nel mentale del lavoratore in smart working prima o post evento emergenza. Non vale per tutti, ma per molti i tempi di adattamento sono indispensabili per poter entrare appieno nella parte scongiurando l’insorgenza di disagio psicologico più o meno significativo

Cosa si rischia in termini puramente “prestazionali” nello svolgimento della propria mansione?

  • Per alcuni si è presentato il rischio di percezione dell’ abbassamento della propria autostima competenziale , data soprattutto dal fatto che non tutti sono in grado e sono stati formati per tempo dalle aziende a sviluppare capacità di lavoro da remoto tramite strumenti tecnologici

(Ps: cerca di convincerti , in tal caso , che il tuo valore lavorativo è intatto , indipendentemente dalle difficoltà che ora stai provando , parlane con almeno un tuo alleato in azienda, non aver paura a chiedere aiuto !)

  • Possibile senso di deresponsabilizzazione : non sentirsi direttamente osservati dal capo per alcuni porta ad una situazione di disimpegno pratico ed emotivo pericoloso ….conduce a “lasciar indietro” un lavoro che comunque andrà fatto dopo, induce stati d’ansia dell’ “ultimo momento” autoindotti.

Esiste però anche la possibilità di una modalità reattiva contraria in altri , ovvero l’incremento del senso di responsabilità ( sono spesso queste persone già molto lavorativamente “in gamba”da prima dell’ emergenza )

  • La capacità di concentrazione può risultare alterata : diviene importante auto-aiutarsi e chiedere in casa collaborazione per riuscire a mantenere alto il proprio stato vigile verso il compito lavorativo , per predisporsi ad un rientro alla normalità secondo un continuum “prima-dopo” il più possibile coerente e meno lontano dalla routine prestazionale .

Come aiutarsi a gestire al meglio la realtà lavorativa dello Smart Work?

  • Creati una postazione comoda in casa ( possibilmente sempre la stessa ) , un tuo piccolo ufficio virtuale con tutto ciò che può servirti a portata di mano, così da non innervosirti perché no trovi nulla di ciò che potrà servirti : non aggiungere stress allo stress
  • Predisponi diversi tempi di intervallo piacevoli durante l’attività lavorativa ( avrai bisogno di un surplus di energia per evitare cefalee , stanchezza spesso dovute ad una mal distribuzione del tuo apporto energetico psicologico : fermati più volte per circa dieci minuti durante la giornata lavorativa, bevendo acqua , mangiando qualcosa , affacciandoti alla finestra, facendo fitness da casa post pranzo o cena ( non può più bastarti la “pausa merenda” come prima)
  • Regolarizza al meglio il ciclo sonno-veglia : la sedentarietà è già stancante , non puoi dormire meno di sette ore a notte per essere lavorativamente efficiente da casa.

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  • Non sentirti inadeguato nel chiedere aiuto ai colleghi : supera l’idea di “non aver bisogno degli altri”, del “sapere fare o dover fare tutto da solo”: tutti abbiamo bisogno delle persone , superati …e ricordatelo anche quando l’emergenza sarà finita !

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