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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

La “Folie à deux” (“Follia a due”): il delirio condiviso

Dal pensiero folle condiviso e cristallizzato, al pensiero folle condiviso ed agìto sotto forma  di  crimine: premeditando in due .

 

Non è purtroppo infrequente ultimamente venire a conoscenza di notizie di cronaca nera dove i protagonisti ( riconosciuti o meno come tali ) di reati efferati vengano a delinearsi come l’incontro delirante di più menti patologiche che , sposandosi nella  “creativita’ insana ” , riescono a fantasticare progettualità d’intenti a volte limitandosi a pensieri folli comuni mai trasformati in azioni concrete , molte altre volte agite invece  in intenti di entità maggiore e ben più folle , come quelli  criminali , quali omicidi di una o più persone indicate se stessi, in casi meno frequenti.

Cosa si intende per FOLIE A’ DEUX?

 

Come FOLIE a’ DEUX  la psicopatologia descrive una sindrome clinica definita da sintomi psicotici ,caratterizzati principalmente come deliri condivisi da due o più persone intime .

Ne hanno parlato per la prima volta in maniera strutturata LASEGUE e FALRET nel 1837, per poi riparlarne nel 1949 GRALNICK in maniera più strutturata come rapporto di crescita ed evoluzione di co-dipendenza patologica che viene a plasmarsi tra l’individuo primario (  il VERO principale soggetto psicotico ) e l’individuo secondario , quello in interazione “indotta”, ovvero il “ potenziale psicotico” ( superficialmente così da me definito per farmi comprendere dal vasto pubblico), colui che, in poche parole, sovente non avrebbe mai agìto , ad esempio, un crimine se non avesse incontrato il soggetto “inducente” ed influenzante tramite l’evolversi in una follia a due .

Sono diverse le modalità in cui i due soggetti (che possono in realtà essere anche di numero crescente – follie a tre, a quattro , ecc – ) interagiscono nel modo di co-dipendere plasmando la formula finale d’azione:

  • La folie imposee , questa è la più conosciuta : il soggetto dominante psicotico in sintomatologia attiva  presenta sintomi deliranti assunti dall’altro soggetto fino ad allora non attivo e facilmente influenzabile
  • La folie comuniquee, entrambi i soggetti predisposti , sviluppano con il tempo, in un tempo distanziato , una psicosi delirante interagendo e rinforzandosi
  • La folie simultanee , due soggetti intimi e sicuramente entrambi predisposti a psicosi, sviluppano invece simultaneamente la sintomatologia, entrambi dominanti nella relazione
  • La folie induite , i due soggetti già con psicosi in atto o pre-esistente, inglobano parte dei sintomi di delirio dell’altro , completandoli con i propri, secondo una modalità di “rinforzo psicotico” attraverso il potenziamento della propria patologia tramite quella dell’altro .

La dualita’ vittima-carnefice,  dominante-passivo , generante e rinforzante la co-dipendenza patologica verso la complicità di  pianificazione  ai danni di terzi, prende forma nella follia a due spesso in coppie intime ( marito e moglie,  appartenenti allo stesso nucleo familiare, amici intimi, amanti, fidanzati)

 

Come è perché prende forma la follia a due?

I fattori chiave:

I primi studiosi citati, sostennero convinti come si crei un’identificazione con la parte  definita sottomessa , cercando di mantenerla in contatto con quella dominante , oscillando tra il bisogno di mantenere un contatto con la realtà mentre l’altra è libera di nutrirsi della propria dipendenza, rinforzandosi prima e mentre si crea il delirio “liberatorio ”in azione agita

Fattori genetici ed ambientali:

La coppia coinvolta vive quasi sempre in uno stato di forma mentis ed ambientale concreto isolata dal sociale , dal mondo circostante , anche dal vicinato stesso. Entrambi nascono  e sviluppando un personale criterio di giustizia sociale , non identificandosi  con lo stesso sociale, che percepiscono in maniera persecutoria oppositiva, pericoloso per se stessi e contro se stessi ( su criteri fantasticati o appoggiati da un evento minimo vissuto come di entità immensa e supportato da indizi inesistenti di persecuzione) e lontano dal proprio “sogno privato” di ciò che è giusto .

La coppia , rinforzandosi tramite la complicità delirante della comune  idea privata di giustizia , se non individuata per tempo , agisce di frequente un personale riscatto volto a “mettere ordine” tramite mezzi propri , anche delittuosi , al fine di proteggere patologicamente il delirio comune.

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