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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

La SAD ( il Disturbo affettivo stagionale ) : la Depressione Stagionale Primaverile… come riconoscerla ed affrontarla senza paura!

Diamo per scontato che con l’arrivo della Primavera , del sole che illumina le giornate , i fiori che spuntano sui prati ed adornano gli alberi , automaticamente dovremmo essere “felici” o, per lo meno, facilitati a divenire maggiormente predisposti al buon umore… eppure la realtà è ben diversa , una grande quantità di popolazione nei mesi primaverili – tra fine Marzo e Maggio – sviluppa sintomi copresenti quali oscillazioni umorali, insonnia, affaticamento costante ,ansia episodica che, se reiterati, vanno a costituire una diagnosi di depressione stagionale ( dunque limitatamente confinata al periodo ma da non sottovalutare e da trattare affinché non si cronicizzi in depressione generalizzata ).

Sintomatologia e predisposizione per soggetti

Frequentemente è riscontrato come i soggetti con depressioni stagionali abbiano già in passato presentato storie depressive nella propria vita, sembra possa esserci inoltre ( sempre più studi confermano questa tesi) una predisposizione genetica possibile.

I tipici sintomi ( non necessariamente tutti presenti o contemporaneamente in attivo ) sono così manifestati:

  • Mancanza o calo di appetito
  • Senso di affaticamento costante
  • Alterazione dell’umore ( con picchi di tristezza acuti )
  • Irritabilità
  • Insonnia
  • Scarso desiderio sessuale

Laddove i sintomi dovessero persistere per un tempo prolungato ( normalmente durano pochi giorni , fino ad una settimana ) è molto consigliabile l’intervento di uno psicoterapeuta

Perché insorge la Depressione Stagionale Primaverile?

Il cambio stagionale porta naturalmente a cambiamenti repentini della temperatura ambientale e della luce solare , andando a richiedere un rapido riadattamento nelle abitudini giornaliere in sintonia con l’allungarsi delle giornate , dalle ore di sonno mutate in quantità e qualità , alla percezione di un maggior tempo a disposizione da riorganizzare a volte senza il successo sperato .

Il passaggio all’ora solare incide profondamente nelle personalità controllanti , meno predisposte a reagire di fronte a cambiamenti repentini , seppur di origine naturale, ponendosi in uno stato di “veglia auto- indotta” tramite stati di insonnia : è durante la notte che non di rado il paziente depresso stagionale “pensa” e “rimugina” ,pur non arrivando a scopi produttivi a causa della mancanza di sonno , rinforzando lo stato ansioso .

Come affrontare il Disturbo affettivo stagionale ?

Che sia tu il diretto interessato o il parente /amico di un soggetto che ne soffre , la prima cosa utile da fare è contattare al più presto uno psicoterapeuta , in modo da confinare ed affrontare il disagio prima che possa sconfinare in un sistema depressivo di maggior entità.

È bene ricordare che mente e corpo sono collegati tra loro , l’ intero organismo ha bisogno in uno stato depressivo di un nuovo apporto energetico , cominciando dalla proposta di un’alimentazione leggera e sana variegata ma anche di integratori e vitamine per poter fortificare l’intero organismo ( è molto indicato il supporto di un nutrizionista )

Consiglio personalmente , avendo già sperimentato l’efficacia con miei pazienti in situazioni di Depressioni maggiori e minori , l’ascolto di  musica jazz rilassante durante diversi momenti della giornata ( specialmente in situazioni di particolare abbattimento ) : questo specifico genere musicale pare riuscire ad attivare gli stessi recettori neuronali che si intensificano durante la pratica della meditazione e della preghiera

È altrettanto utile, a livello pratico , aiutare il paziente a scandire la giornata con piccoli “rituali di vita” (così mi piace denominarli con i miei pazienti  come patto di alleanza comunicativa !) : i “rituali di vita” ( una passeggiata di dieci minuti giornalieri , una fiction da guardare quotidianamente, dieci pagine di un buon libro da leggere ogni giorno….) contrastano la depressione che , invece , rientra nelle sindromi della “non vita”.

Anche l’attività fisica è molto utile per attivare costantemente il corpo alla reattività , seppur è vero che in uno stato di disagio emotivo è più difficile convincersi a praticarla in modalità costante con  attrezzi , a causa dei rituali che intorno a questa girano e percepiti come stancanti ( es. cambiarsi , mettere la tuta , fare la doccia , ecc…) , è più consigliabile dunque , ad esempio, attività come la “camminata veloce” , considerata più “fattibile” per una mente momentaneamente pigra .

Se hai bisogno di approfondimenti, puoi contattarmi, ti risponderò ! A presto !

Dott.ssa Tumminia Sonia

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