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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

L’amore è razionale: non è il tuo cuore a decidere chi vuoi accanto e chi no, è il tuo cervello. L’autopersuasione come “destino affettivo”

Sì,  è proprio così,  oltre a sembrare una provocazione suona ancor di più come contraddizione , già solo a livello d’impatto semantico: “come può l’amore, che per essenza d’essere nasce e si nutre di continue fluttuazioni emotive direttamente generate dal cuore, necessitare e crescere solo tramite il suo terreno opposto, il mondo razionale?”

La risposta è scientificamente lineare: l’amore non nasce affatto dal cuore, come romanticamente i film sentimentali ci fanno credere, fuorviandoci tramite vignette rappresentanti cuoricini palpitanti e stelline dentro gli occhi, nasce invece dal cervello, da una zona ben specifica chiamata sistema limbico, situata nella paleocorteccia del sistema cerebrale, formata da nuclei sotterrati nel profondo del lobo temporale, che svolge un ruolo decisivo e “cerebrale” ( !!!!) nell’elaborazione delle emozioni, nel ricordo ricreato od immaginato di input emotivi e cognitivi sintetizzati in proprie idee affettive e distorsioni cognitive circa le stesse, secondo criteri appunto soggettivi , mai oggettivi per ovvia impossibilità d’essere.

Perché allora capita che ci possa piacere qualcuno “a pelle”, se l’amore è razionale?

Secondo gli approcci della psicologia di impostazione psicodinamica,  anche quando  crediamo che una persona ci attragga “senza un motivo”, quindi per criteri puramente istintivo-emotivi, in realtà  è sempre il cervello – o meglio il cervello emotivo ( ma pur sempre cervello!) ad avere creato involontariamente ed inconsciamente libere associazioni secondo un procedimento psicologico simile al modus operandi del bias cognitivo (errore cognitivo ) chiamato “effetto alone” ( per cui la percezione di un solo tratto percepito influenzerebbe l’intera idea che ci facciamo del soggetto): non è quella persona che passa per strada all’improvviso ad attrarci “senza un motivo”, (quindi per “pura emozione”)  ma un suo movimento, un tratto, uno sguardo, un particolare che  andrà a creare libere associazioni cerebrali con qualcuno del passato che in qualche modo già ci aveva “colpito” positivamente o negativamente presentando quello stesso pattern  comportamentale o quella stessa caratteristica fisica.  (ho scritto anche “negativamente” pensando al fenomeno della “coazione a ripetere” secondo cui si può tendere a reiterare anche riproponendo modelli amorosi che sappiamo “farci male” per disturbi dell ’affettività ).

Per “colpito” non si intende in alcun modo un sentire di tipo sessuale ma qualcosa di molto più profondo, qualcosa di impresso nell’anima per la sua intensità .

Chi è questo “qualcuno del passato” ? Non necessariamente un proprio partner, può essere anche un amore mancato rimasto platonico, può essere , spesso lo è, il genitore del sesso opposto che andiamo continuamente a ricercare – riaffermandolo o negandolo – nel futuro potenziale partner senza nemmeno saperlo…

  • Ricordo un paziente che mi disse di aver trovato la compagna “ideale” e di avere con sè una fotografia. Non la avevo nemmeno guardata e già io, terapeuta, immaginavo come fosse, riuscivo a vedere il suo viso. Il ragazzo aveva sofferto molto a causa di una madre arcigna, totalmente anaffettiva, con un viso severo… voleva da sempre una figura femminile diversa accanto a sé ,l’opposto….presi la fotografia e vidi ciò che mi immaginavo: una donna con un viso delicato ed uno sguardo molto dolce.

 

Non si innamorò di quella specifica donna, ma di un particolare, lo sguardo dolce, una parte rappresentante un tutto immaginato,  un’intera personalità  sognata e desiderata. Si innamorò di ciò che lui voleva che lei rappresentasse nel proprio immaginario sognato.

La sfera razionale, tramite un particolare, creò una libera associazione  “parte per il tutto”, andando ad appagare (realmente o ingannevolmente) il bisogno prevalente del ragazzo:  il bisogno di dolcezza.

Si parla infatti in psicologia di matrice Psicodinamica,  ad esempio nel mio modello di riferimento Adleriano, di “ illusione della scelta”, non stiamo mai scegliendo una persona specifica ma un “tramite”, un soggetto che “immaginiamo”, tramite libere associazioni (sopra descritte ), possa soddisfare tra tutti i nostri bisogni IL  “bisogno prevalente”, ciò che vogliamo a tutti i costi ritrovare o ciò che desideriamo fortemente non riproporre mai più.

 

L’amore è  un processo omeostatico che nasce e cresce attraverso la continua ricerca di un tramite  , idealizzato od immaginato come tale,  per l’appagamento di un bisogno prevalente.

 

 

Qual è l’aspetto positivo nell’ immaginare l’amore come “razionale”?

La nostra  mente funziona per “autopersuasione”, tutto ciò che ordiniamo alla nostra mente accade, trasformando i pensieri in azioni ( i processi psicosomatici ne sono  il palese esempio) per questo suggerisco di stare molto attenti alle parole che facciamo sentire alla nostra mente quando descriviamo noi stessi o le esperienze  che viviamo….

Allo stesso modo, per fortuna, possiamo convincere la nostra mente che non ci interessa davvero più quella persona  se abbiamo subito gravi soprusi verbali , fisici, o qualsiasi violenza psicologica ritenuta tale.

Non è così facile,  molti diranno, queste sono solo parole….

Sbagliato , è davvero così facile: basta ripetere ogni giorno lo stesso pensiero più volte al giorno, fino a stancarsi: “non fa più per me”, “ non va bene”, “ mi merito altro”. Non è importante se ci saranno anche comportamenti in contrasto ( es .   rispondere ai messaggi dell’altro, guardare  foto in comune), nel momento in cui si reitera nel pensiero dichiarato di tipo “demolente” ,anche le azioni contrasto verranno sempre meno. Il motivo è   provato e certo:  la reiterazione di un procedimento standard parola – pensiero  crea inevitabilmente  un “Automatismo comportamentale”: ti sveglierai un mattino e  non ci penserai più .

Allo stesso modo vale anche , ovviamente, nei casi contrari, quelli in positivo:  se sai che una persona potrebbe andare bene per te, ma non hai coraggio per “buttarti”, ripeti fino allo sfinimento che vuoi quella persona, fino a quando la tua mente se ne convincerà perché , per la stessa logica sopra espressa, così sarà .

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