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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

LE “DELUSIONI D’AMORE” : perché capitano ? Delusi dal partner o delusi da se stessi? La Delusione: un problema di Aspettative personali

Quando incontriamo qualcuno da cui ci sentiamo particolarmente attratti , per un sistema di sinergie alchemiche che ci inducono a credere che si, questa persona fa proprio al caso nostro, si viene immediatamente a generare  almeno “una parte” di percezione dell’altro/a  come rimodellata “a proprio piacimento” da bisogni inconsci nel voler immaginare il potenziale partner “proprio così come lo vorremmo vedere”,  fidandoci e facendoci bastare quei pochi elementi accattivanti , positivi, che l’altro ci mostra come “parti affidabili di un tutto” solo da noi immaginato: dalla sola prima scena di un film  costruiamo mentalmente ed inconsciamente un intero film perché ….: abbiamo bisogno di innamorarci, proprio in quel momentostorico della nostra vita.

Il bisogno onnipotente ed irreale di aver padronanza della nostra esistenza, di “non sbagliare le percezioni ed intuizioni sull’altro” guida la nostra “narcisistica” presunzione di voler confermare indizi di riuscita del rapporto creandoci aspettative che non vengono del tutto , o non  in maniera equa, a crearsi dai rimandi comportamentali reali di ritorno da parte del partner, ma per lo più dal bisogno inconsciamente egocentrato di cercare conferme alla propria “positivapercezioneiniziale” secondo un procedimento di “coazione a ripetere” finalizzato  a proteggere finzionalmente la propria immagine dalla fragilità di percepirsi come “ ingenui” , non in grado di capire con chi si ha a che fare.Le  aspettative  sull’altro, a cui stiamo inconsapevolmente attribuendo la responsabilità di parte della nostra felicità , sono presuntuose: cercano continuamente conferme della propria capacità previsionale di riuscita, al fine di dimostrare a se stessi, all’altro  ed all’esterno ampiamente inteso, di “non sbagliare”, di avere pieno controllo sulla propria vita (pensieri, azioni, movimenti) ed, a questo punto , anche su quella dell’altro a cui si viene così ad attribuire, senza rendersene conto, un crescendo di “compiti comportamentali” appaganti il proprio bisogno di conferme del poter essere “degnamente” amato /a.

 

Come si può non rimanere delusi o, per lo meno, non in maniera “catastrofica?”

Non avendo aspettative di riuscita, vivendo la relazione con una “seria leggerezza”

Nel momento in cui si riesce a comprendere che la vita non è controllabile, ponendoci in una condizione alchemica dell’esistenza,capendo che la propria energia interiore – incanalatasotto forma di umile e sincero impegno alla riuscita – dovrà per forza incastrarsi con un’energia cosmica data da ciò che attireremo a noi , saremo in grado di porci serenamente con le persone , anche partner, che non vedremo come “la causa della nostra felicità” , attribuendo loro una responsabilità eccessiva generatrice di nervosi, rabbia e malumore rimandato, ma come soggetti a cui diamo la possibilità di essere se stessi,  nei limiti e nei pregi con cui si presenteranno a noi,  compagni di una parte della nostra vita gia’ appagata  di suo,  che non cerca appagamento  tramite quella di un altro  , cercando perfezione ( impossibile da trovare) che  completi la  propria imperfezione.

Questa “leggerezza nella visione e nel vivere la relazione e l’altro della relazione” porta ad una serenità interiore , data dalla “non aspettativa” , che paradossalmente permette una visione d’insieme più obiettiva, guardando da subito il partner  “per come è” , con pregi , difetti,  qualità , limiti più o meno grandi che  non si potranno in parte modificare rischiando, altrimenti, di snaturare la persona dalla sua stessa essenza ed unicita’, quella stessa essenza di cui ci siamo innamorati sapendo dentro di noi che era così , ma non volendo vederlo , convinti  che non volendo vedere, quel “perfetto volutamente immaginato” sarebbe stato in grado di colmare la nostra insoddisfazione di cui, l’altro, non  ha alcuna colpa.

Tutto ciò che l’altro/a  ti farà  “di male” sarà più facilmente e rapidamente elaborabile, evitando il perdurare di emozioni negative ( rabbia, rancore persistente) per la  propria psiche-corpo ( auto sabotanti la propria serenità ed, a volte, convertiti anche in disturbi psicosomatici) , qualora la  tua vita stia già  funzionando bene,  togliendo all’altro/a il potere di poterla guidare concretamente e psicologicamente.

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