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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

Perché tanti, tutti, hanno sofferto in maniera sentita per la morte di Nadia Toffa? Perché si è creata automaticamente questa “Empatia di massa?” Come mai tutti i giorni, ancora, si parla di lei?

È riuscita nell’ impresa umana più difficile : Essere se stessi ,vivendo esattamente la vita come desiderava viverla: nel suo caso in una dimensione spirituale prima che materiale, mettendo gli altri per primi. Nadia crea speranza: nell’epoca dell’egoismo , esiste qualcuno che “prende a cuore”  il dolore  altrui ed accetta la vita in toto , amandola

Ogni giorno mancano persone giovanissime sconosciute e note al grande pubblico, eppure un dolore così lancinante ( anche io ho pianto molto per questa ragazza come se la conoscessi ) non si era , forse, mai manifestato anche in termini di perdurata nel tempo.

Come è possibile? Cosa ha rappresentato, tanto da creare un’immedesimazione emotiva così profonda?

La giovane Nadia è riuscita in soli 40 anni appena compiuti a sintetizzare i tre più grandi obiettivi di vita che ogni “brava persona” vorrebbe perseguire per definirsi “ persona compiuta”:

  • Vivere la vita che voleva, esattamente come desiderava viverla
  • Sentirsi utile : sigillare un segno in vita non avendo mai lasciato indietro gli altri , lottando e difendendo i deboli , gli indifesi , dando voce : Nadia era realmente interessata al prossimo
  • Superare le paure rendendole occasioni di affermazione

Mettendo insieme i tre punti, immensi, incredibili, il sogno di ciascuno di noi, Nadia aveva raggiunto il massimo scopo della vita …. l’ Individuazione : so chi sono e cosa voglio .

Solo le persone “individuate” , “consapevoli del sé”, in grado di padroneggiare il bene, il male , la salute, la malattia, i momenti di gioia , quelli di dolore attraverso una meditata, sofferta e costruttiva accettazione della totalità della vita in ciò che propone ,  sono in grado di divenire modelli di vita oltre il tempo, riuscendo nella più grande di tutte le imprese umane : essere se stessi , veri, senza paura di manifestarlo

Nadia Toffa diviene , senza accorgersene, esempio di incoraggiamento in una società di scoraggiati:

insegna che “e’ possibile non fingersi qualcun altro …. che ci si può ribellare, arrabbiarsi, incaponirsi, per un’idea, un progetto, un obiettivo, un sogno, difendendosi e difendendo gli altri.

Una vita spirituale prima che materiale : il successo di Nadia Toffa , dal punto di vista psicologico, intuito dal grande pubblico è stato quello , quindi, di non lasciarsi “stordire” , né “tramutare” dal successo, dal denaro, dal “possesso” , invece  tenace , severa e  tenera vagabonda sempre pronta a partire per scovare un’ingiustizia a cui dar voce, una mala sanità da denunciare, un bimbo in chemioterapia da consolare… Nadia Toffa non è interessata a comprare case, ville , che la situazione economica le permetterebbe di avere, lo fa solo all’ultimo per garantire sicurezza alla mamma, accetta la malattia come “qualcosa che a chiunque può accadere” , manda continui messaggi di spiazzante umanità ….

Nadia Toffa crea speranza : in un mondo prevalentemente omertoso , fortemente egoista , qualcuno si arrabbia appoggiando cause altrui, considerandole proprie : qualcuno crea la speranza che i buoni ancora esistano!!….

 

Non conta quanto , ma come vivi”.  ( Cit. Nadia Toffa, 40 anni )

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