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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

Perché un giocattolo piace? Le bamboline LOL Surprise

L’ingrediente magico non è solo suscitare un’emozione, ma risvegliare quella “addormentata” (ma presente) tra le sei emozioni fondamentali innate nel bimbo.

Quando mi laureai in Psicologia svolsi la mia tesi di laurea sulla Comunicazione Persuasiva nella Psicologia della Vendita Strategica, diventando poi formatrice sul campo.

Oggi, una delle mie cuginette, osservandola, mi fa ripensare come alcuni princìpi vadano rivisti in base all’epoca storica in cui si vive…

Aprendo la porta di casa la mia cuginetta mi viene incontro tutta emozionata per aver nuovamente ricevuto in regalo una Lol Surprise che vuole “scartare” davanti a me.  Incuriosita vedo di cosa si tratta e come mai questo piccolo gioco riesca a suscitare una così grande eccitazione.

Già di grande successo in America e fatta conoscere in Italia da Giochi Preziosi, le piccolissime perfette bamboline LOL  , sicuramente carinissime nelle loro mini dimensioni ,  trovano il loro successo ( viste con l’occhio dello psicologo!)  non tanto per merito della loro stessa presenza  ma per il packaging in cui sono contenute  , piccole palline blind bang con al loro interno  7 strati di “indizi” e “sorprese” che lasciano intuire alla bambina quale delle tante LOL troverà  all’interno ( una volta “scartati”  tutti gli strati) ma per arrivare alla bambolina tanto desiderata …..ci vuole tempo!

Osservando la bambina è chiaro :  l’l’attesa  è uno dei fondamentali ingredienti magici . Piu’ si va avanti a togliere strati e scartare indizi più si avvicina il momento della sorpresa e più , paradossalmente  , aumenta  la pazienza per la gioia del “momento fatidico” .

L’Attesa rappresenta, oggi, non  un’emozione qualsiasi, ma quella mancante nella sfera sociale e familiare del bambino “tipo” di oggi,  mancante ma comunque presente in quanto innata , semplicemente addormentata nell’inconscio della bimba ma, almeno nel profondo, percepita come conosciuta e, spesso, dimenticata…. ( es. nel bimbo iperviziato ).

Il “giocattolo intelligente”, o meglio il creatore intelligente del giocattolo, riesce ad intuire non tanto cosa può “continuare” ad emozionare il bambino, ma come “far riemergere” e potenziare nel bimbo un’emozione già conosciuta ma smarrita ( per colpa dell’epoca storica ad esempio ):  metaforicamente non è forse più intensa la gioia di un bambino quando ritrova il suo giocattolo perduto dopo averlo per tanto tempo cercato , rispetto a quando semplicemente prova l’emozione immediata di riceverne uno nuovo?

Allo stesso modo accade, scartando un giocoper step”: il bambino riprova la sensazione piacevole ed intensa dell’ attesa della sorpresa  ( quella che spesso mamma e papà sostituiscono con il “tutto e subito” pur di farli stare buoni!), una sensazione così “sconosciuta ma conosciuta” in quanto bagaglio innato di ognuno, da rimanere inconsciamente colpiti tanto da volerla ripetere….

Sono sei le emozioni innate , come ci spiega Plutchik da cui si formano poi tutte le altre , le sei sono poi divise in quattro coppie :

  • Rabbia e Paura
  • Tristezza e Gioia
  • Sorpresa ed Attesa
  • Disgusto ed Accettazione

Sono innate, significa che nel momento in cui smarriamo la possibilità  di viverne una ( ad esempio a causa dei mutamenti degli stili educativi – sempre più i genitori tendono ad accontentare velocemente sopprimendo la possibilità di sperimentare “Sorpresa ed Attesa”) , nascerà automaticamente il Bisogno di soddisfare la mancanza – seppur in maniera inconscia nel bambino- secondo un naturale processo omeostatico : mancanza genera bisogno e relativa soddisfazione del bisogno.

Il bisogno non è però , come la ragione vuole fare credere , ad es. la bellezza estetica del gioco stesso da voler possedere , ma il bisogno “meno facilmente percepibile” del “ bimbo tipo” del momento.  L’estetica del gioco,la popolarità , la garanzia di poter appartenere al gruppo delle amichette che lo possiedono non è anticipatorio del successo a lunga durata , lo è invece riuscire a “giocare” sugli aspetti emotivi continuamente rinnovabili , dati appunto secondo l’analisi da me fatta sull’osservazione di un campione di bambine, continuare a ricreare e riproporre la stessa emozione tra tutte vissuta più intensamente  perché smarrita nel contesto educativo , in questo caso  l’Attesa, riproposta sotto forma di “gioco per step “.

 

Un po’ come quando, l’adolescente , continua a vantarsi con i compagni di avere genitori flessibili che non impartiscono regole ma poi, di nascosto mi dice quanto desidererebbe averne anche lui. Nel momento in cui l’emozione di poter avere dei confini e dei limiti viene soddisfatta, continuerà a ricercare ed a mettere in atto comportamenti inaspettatamente diligenti : il senso del principio era già in lui , aspettava solo che qualcuno glielo risvegliasse per non poterne più fare a meno, perché era proprio quello che gli mancava, l’appagamento di un bisogno sopito.

Non si vende un’emozione , si risveglia quella che manca.

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