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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

“Sindrome del Don Giovanni ” ed Omosessualita’: quali relazioni possibili?

Il Don Giovanni, contrariamente a quanto si possa pensare, secondo l’ambito psichiatrico non ama particolarmente le donne, in alcuni casi si tratta di vero e proprio disprezzo, addirittura….

 

Esistono due tipologie di Don Giovanni:

Attivo: il continuo passaggio da una donna all’altra , mai in realtà definita come compagna, ma come ennesima prova della propria capacità di indurre eccitazione sessuale, porta al dongiovanni conferma del proprio valore virile, messo in discussione da sotterranei sentimenti d’inferiorità dati da fissazioni alla sfera pre-genitale, in realtà mai evoluta verso una positiva visione di sé verso l’altra. La convinzione di non poter mai soddisfare la donna ( in realtà idea inaccettabile e mascherata da frasi e comportamenti compensatori – es. vantarsi di essere un “tombeurs de femme”…a volte enfatizzando rapporti sessuali con particolari nella realtà inesistenti…), indirizza sadicamente questa tipologia di uomo a “collezionare prede”, di cui “stancarsi quasi subito”, mosso da un’azione inconscia punitiva verso le stesse, per cui nessuna e’ quasi mai “degna”di essere frequentata oltre l’aspetto puramente sessuale. E’ abbastanza frequente nel Dongiovanni “riempirsi” psicologicamente ma anche fisicamente mente e corpo di donne per compensare un’antica paura di natura omosessuale che verrebbe vissuta dallo stesso o dal proprio contesto intorno come inaccettabile.

 

Passivo:

Questa tipologia di “finto” Dongiovanni lo incontriamo frequentemente navigando da un Social all’altro, uno per tutti facebook…

Contrariamente alla tipologia “attivo”, sopra descritta, che in effetti consuma rapporti agiti, quest’ultimo assume, invece, l’ atteggiamento fintamente “umile” di quello che ” non ha successo” con le donne, nonostante si faccia “immortale” (o “immortali” ) con una gran quantità di ragazze sempre in genere appariscenti, molto femminili e spesso appartenenti al mondo della moda delle quali però , sembra non accorgersi molto non appena i riflettori del palcoscenico di spengono. ..

 

Il fine è quello di suscitare nell’ ambiente intorno un alone di mistero circa la propria scelta definitiva: non avrà davvero trovato tra le tante la donna giusta o e’ un Latin lover seriale? Di fatti, difficilmente il Don Giovanni potrà trovare la donna ideale possedendo una concezione dell’amore immatura,  in quanto “idealizzata”, che non prevede l’accettazione dell’altro  in  toto ( con pregi e difetti) ma pretendendolo portatore solo di lati “buoni”, tra i quali, in primis, la capacità di tollerare tutto ciò che riguarda se stesso , nel bene e nel male.

Un amore, quindi, non amore, privo di reciprocità , nutrito dalla richiesta fatta alla donna ( richiesta talmente pretesa da non dover nemmeno essere esplicitata)  di accoglienza incondizionata di sé con propri limiti e fantasmi ( spesso di natura sessuale ) ma non di quella dell’altra dalla quale si pretende,invece, perfezione, seppur quasi mai argomentata esplicitamente.

 

Significato psicologico del DonGiovannismo

 

In molti casi il passaggio continuo da donna a donna cela un infinito paragone ( spesso non conscio ) con la  madre, alla quale nessuna figura femminile si riuscirà mai del tutto ad avvicinare dal punto di vista della completezza come ideale…( ottima casalinga, madre, moglie, spesso anche insuperabile in aspetto estetico ed eleganza ).

La figura materna viene ricercata nelle varie donne frequentate, senza però mai trovarla e senza nemmeno ammettere mai ( o quasi)  il bisogno di rispecchiamento retroattivo…

 

Il Don Giovanni riesce anche ad avere ottime prestazioni sessuali, ma senza mai un vero e proprio coinvolgimento che vada oltre il soddisfacimento dell’istinto sessuale. L’impotenza, o comunque un progressivo disinteresse per la sfera sessuale spesso insorge laddove , e solo ,qualora si dovesse instaurare un legame duraturo, che il Don Giovanni tende a rigettare non riuscendo a tenere una relazione impegnativa che implicherebbe un coinvolgimento profondo verso l’altra, di cui spesso questo soggetto non sente bisogno di avere o non ne e’ capace, provando anche disperazione per questo.

Frequenti sono le situazioni in cui la complessità relazionale sopra descritta con la sfera femminile sarebbe dovuta a confusione importante circa la propria identità sessuale, lotta che a volte dura una vita, con la scelta eventuale di compagne ( percepite come “capaci di tollerare tutto” ) con cui costruire amori , a volte famiglie, “di facciata”.

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