News

Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

Stili di leadership e produttività (parte 1)

Il  “CAPO ASSERTIVO” primo responsabile del benessere aziendale: più il dipendente vive in un clima “familiare” maggiore sarà la motivazione al rendimento.

Lo hanno capito da molti anni nelle realtà aziendali di molti paesi esteri, tramite l’introduzione di Asili aziendali per le mamme lavoratrici, palestre in sede, corsi di yoga e rilassamento per i dipendenti e formazione  intranet di psicologia comportamentale rispondenti alla logica del lifelong learning non solo finalizzato all’acquisizione e verifica di competenze tecniche ma anche “umane” e “relazionali”: se i vertici aziendali comprendono quanto sia importante per il dipendente “sentirsi bene” nel luogo di lavoro maggiore sarà  la produttività, seguendo un processo direttamente correlato.

I punti chiave ormai approvati da tutte le ricerche inerenti la psicologia aziendale volte a verificare l’incidenza del “clima favorevole” verso la “motivazione al rendimento” , attestano che:

 

  • L’approccio empatico (“ mettersi nei panni dell’altro” ) contribuisce a prevenire patologie organizzative quali Stress lavoro correlato, mobbing, burn out, evitando che i vissuti negativi degenerino trasformandosi da frustrazione , stato d’animo a carattere esogeno (proveniente da induzione esterna ) a disagio , condizione interiore di natura endogena e cronica generante abbassamento dell’autostima, di diversa gradualità,nel lavoratore a volte difficilmente recuperabile una volta cristallizzata come demotivazione al lavoro
  • L’empatia è trasmissibile: il capo che fa sentire il proprio dipendente “di valore”, sarà molto più facilmente ben voluto e stimato e perdonato anche quando sbaglierà in qualcosa.

 

È frustrante ed è considerato fortemente deludente per il dipendente sentirsi “facilmente sostituibile”, non importante per l’azienda e per il proprio superiore

  • In termini di produzione , il lavoratore che si sente “capito”, come “persona”, non “macchina” o “numero” aziendale, rende molto di più
  • Il rendimento è maggiore sia in termini di TEMPO che di PRODUZIONE: il lavoratore inserito in un clima ambientale favorevole è maggiormente concentrato ed attento nell’esecuzione di un compito, essendo rilassato interiormente, ottimizzando così i tempi esecutivi

 

Il “Capo/ Tutor” che sa  Ascoltare:

  • È attento : capisce che l’osservazione discreta è il  miglior apprendimento dei bisogni dell’altro ed uno strumento autocorrettivo
  • Si sforza per mantenere calma interiore: capisce che il proprio umore risentirà sull’andamento dell’intera equipe
  • Riesce ad accettare i cambiamenti situazionali all’interno del gruppo ottimizzando i tempi di problem solving ,mandando un messaggio positivo di flessibilità nell’affrontare insieme le situazioni come arma vincente per il rendimento di tutto il gruppo , sintesi delle individualità
  • Deve aver superato o, quanto meno, cercare di non portare in ambito lavorativo i propri limiti psicologici: portare o proiettare nel luogo di lavoro irrisolti personali dati da deficit di personalità  o problemi inerenti la vita privata porta a rivendicazioni da parte del personale esplicite o implicite : verbalizzazioni di ribellione manifesta, assenze improvvise dalla postazione lavorativa o dalle sede per tempistiche sempre più lunghe, insorgenza di disturbi reattivi di tipo psico-somatico del personale
  • Deve coinvolgere e confrontarsi:

per un gioco “a specchio” l’azienda funziona se ognuno impara dall’altro:  i “superiori” dai dipendenti e viceversa . La forza lavoro è data dall’ osservazione costruttiva del sistema osservazione – correzione che non ammette comportamenti difensivi di orgoglio e manie di persecuzione immotivata volte a produrre effetto contrario: isolamento individuale e creazione di sottogruppi alleati per opportunismo dettato dalla paura di non essere i prescelti del capo.

  • Deve essere sensibile: Il buon datore di lavoro deve capire che l’impiegato è prima una persona poi un lavorante,

deve riuscire ad intuire quanto sia enormemente correlata la produttività  all’appagamento del bisogno di riconoscimento di ogni dipendente, riconoscimento di essere trattato come unicum : persona che offre una prestazione lavorativa

  • Deve guardare negli occhi i dipendenti:

può sembrare un punto scollegato dagli altri 6, invece li racchiude tutti : guardare negli occhi il proprio dipendente significa “ti sto ascoltando”, “per me sei importante”: non c’è niente di più umiliante dell’evitamento visivo; una delle frasi più riportate con sconforto dal dipendente in situazione di grave stress è: “non si accorgerebbe nemmeno se fossi assente, non mi guarda mai in faccia, non saprà di che colore ho gli occhi”. Non essere guardati assume automaticamente senso di “invisibilità” ed annullamento di se stesso.

Il “Disturbo Post Traumatico da Stress” ( PTSD ): cosa può accadere “dopo” una situazione di emergenza e come affrontarlo

Non tutti a seguito di un evento traumatico di entità molto significativa subìto in prima persona od in cui è rimasto

Il lavoro in modalità “Smart working”: vantaggi, rischi psicologici e come fronteggiarli

Aziende da piccole a grandi , fino a multinazionali, si sono trovate in questo periodo di emergenza sanitaria  a dover confinare …