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Novità e approfondimenti a cura della Dott.ssa Tumminia

La Personalità “Passivo Aggressiva”: da cosa dipende questo modo d’essere? (Parte 2)

Nella prima parte dell’articolo ho descritto, tramite l’ esposizione di caratteristiche tipicamente osservabili,  come riconoscere o per lo meno cercare di individuare una personalità Passivo

-Aggressiva, sperando poi di riuscire ad allontanarla dal proprio mondo relazionale, a salvaguardia del  benessere psicologico.

Ora vediamo di rispondere ad una domanda frequente : perché sono così questi individui? Quali fattori hanno permesso di predisporre lo strutturarsi di una personalità così difficilmente gestibile a lungo termine?

Ho specificato precedentemente  che, se dovessimo semplificare con termini più comuni questi soggetti, potremmo ridefinirli come personalità con rabbia trattenuta che poi improvvisamente ( ma non secondo la logica dell’inconscio!) esplode…

Lo Stile Educativo Ricevuto

Sicuramente un ruolo significativo lo assume lo stile educativo impartito nella prima infanzia al futuro adulto Aggressivo- Passivo. Non è infrequente, durante l’indagine attraverso il Test dei Primi Ricordi o la Costellazione Familiare del rabbioso trattenuto,  il racconto di una famiglia d’origine in cui siano state molto importanti le apparenze da rimandare all’esterno ed il giudizio di ritorno, abituando a mantenere il controllo d’immagine disegnata su stessi sotto la direzione dell’adulto di riferimento  : apparire calmi , sempre felici, la famiglia perbene , a volte abituando e/o costringendo a frequentare ambienti rinforzanti , tramite accettazione simbolica approvata dal sociale, l’idea del  “per bene”: ad esempio ambienti culturali e religiosi non scelti sentitamente ma per “immagine” pubblica. Viene tolta la possibilità della fase evolutiva della ribellione, tipica dell’adolescente sano in crescita, quel ben noto dissentire al genitore traducibile come volonta’ di affermazione della propria personalità in formazione. Al futuro Passivo -Aggressivo viene  vietato quindi nell’infanzia e nella prima adolescenza di essere se stesso, preferendo trasformarlo in “come lo si vorrebbe”.  La manipolazione mentale nel far credere che non è riconoscibile né accettabile alcuna emozione con connotazione negativa, quale la rabbia può apparire, porterà al contrario ad incrementarla sotto forma di controllo trattenuto, in esplosione anche anni dopo in modalità  ciclica reiterabile o singolarmente episodica.

Insicurezza e bassa Autostima

La bassa autostima, anche comunque conseguenza primaria dello stile educativo descritto sopra iperprotettivo secondo una variabile più subdola d’espressione, è rinforzante dell’essere rabbioso trattenuto: essendo stata fragile la formazione-non formazione dell’identità completa , di fondo l’Aggressivo Passivo oscilla sul sentirsi “non meritevole” dei traguardi raggiunti e la possibilità reale di raggiungerli, spesso percependo il mondo esterno come  debitore verso se stesso per il non riconoscimento dovuto , svelando giochi di proiezioni difensive di spostamento dall’infanzia all’adesso.

Allo stesso modo non è solo lo stile educativo iperprotettivo a predisporre una personalità arrabbiata trattenuta ma anche quello trascurante e/o  non gratificante , sempre questi due opposti  e lontani stili portano invece allo stesso risultato : un soggetto che non riesce a riconoscersi , vive in uno stato costante di smarrimento percettivo nel potersi definire , avendo costantemente bisogno di un riscatto rabbioso generalizzato partendo dal genitore severo ( in tutte le sue forme sopra descritte ) fino ad estendersi al mondo intero.

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